Abbiamo bisogno di ridere... beccati questa...C'erano due suore
Una era soprannominata Sorella Matematica (SM) e l'altra era soprannominata Sorella Logica (SL).
Sta facendosi buio e le due suore sono ancora lontane dal convento.
SM: Hai notato che un uomo ci sta seguendo da esattamente 38 minuti e mezzo? Mi chiedo cosa voglia da noi...
SL: È logico. Ci vuole ****.
SM: Oh, no! Di questo passo ci raggiungerà in 15 minuti al massimo. Cosa possiamo fare?
SL: La sola cosa logica da fare è camminare più veloce.
Poco più tardi...
SM: Non sta funzionando...
SL: Naturalmente non funziona. L'uomo ha fatto la sola cosa logica: ha cominciato a camminare più velocemente anche lui.
SM: E allora cosa facciamo? Di questo passo ci raggiungerà in un minuto!
SL: La sola cosa logica da fare è dividersi: tu vai da questa parte e io da quest'altra. Non può seguirci entrambe.
Così l'uomo decide di seguire Sorella Logica.
Sorella Matematica arriva al convento e comincia a preoccuparsi per Sorella Logica.
Infine Sorella Logica arriva.
SM: Sorella Logica! Grazie al cielo sei qui! Cosa è successo?
SL: È successa la sola cosa logica: l'uomo non poteva seguire entrambe e così ha seguito me.
SM: Sì, sì! Ma cosa è successo dopo?
SL: La sola cosa logica: io ho cominciato a correre più veloce che potevo e lui ha cominciato a correre più veloce che poteva.
SM: E?
SL : Ed è successa la sola cosa logica: mi ha raggiunta.
SM : Oh, signore! Cosa hai fatto?
SL : La sola cosa logica da fare: mi sono alzata il vestito.
SM : Oh, Sorella! Cosa ha fatto l'uomo?
SL: La sola cosa logica da fare: si è tirato giù i pantaloni.
SM: Oh, no! Cosa è successo dopo?
SL : Non è logico, sorella? Una suora con il vestito alzato corre più veloce di un uomo con i pantaloni abbassati.
E per quelli che pensavano fosse una barzelletta sporca,
Subito 2 Ave Maria
martedì 4 febbraio 2014
mercoledì 12 giugno 2013
Quando i Colori dell'Arcobaleno spariscono
un saluto a tutti.
c'è qualcuno che può darmi la speranza che ritroverò i colori dell'arcobaleno nella mia vita?
prendo tanti farmaci, ben dosati dicono.
non c'è depressione e non c'è ipomaniacalità-.
ma non c'è neanche vita.
sono spento, anafettivo, vuoto dentro.
come vivere cosi?
un abbraccio
G.
Risposta
Tutto cambia, tutto passa e tutto torna..
Compreso i colori..
A volte la vita si mostra a tinte più scure a volte in bianco e neri
A volte multicolor... Vale x tutti.
C'è chi ha conosciuto queste variazioni più marcate
Vedi noi. Più sensibili alle variazioni.
C'è chi è più neutrale e chi astigmatico...
Stai pur certo Giorgio che la tua apatia ed anaffettività
Sono momentanei...
Prendili come una pausa x recuperare..
Quando ripenso a quei momenti vissuti con il timore
Di non vedere più a colori ricordo con nostalgia
La sensazione di profondità che comunque mi caratterizzava...
A detta anche di chi ha vissuto con me quei momenti..
Se puoi fai terapia cognitivo comportamentale,
Basata sulla parola e sulla autoanalisi del momento
Presente!!!
Oppure trova tu una strategia..
Anche semplice x poter utilizzare queste sensazioni,
Scrivi, disegna, ascolta musica, passeggia, danza
Fai yoga, sport, qualsiasi cosa....
Cogli questa profondità!!!
Tieni duro, se ti è già successo di stare così
In cuor tuo sai già che il colore tornerà!
Saluti B.
Etichette:
depressione,
Pensieri Positivi,
Riflessioni
lunedì 4 marzo 2013
Auguri a Tutte le Donne
D
o n n a
Quando
il Signore fece la donna era il suo sesto giorno di lavoro, facendo
straordinari.
Apparve
un angelo e disse: "perché usi tanto tempo nel fare questo?"
Il
Signore rispose: "hai visto il formulario delle specifiche che
possiede? Deve essere completamente lavabile ma non di plastica, ha
200 parti mobili tutte sostituibili, funziona a caffè e resti
di pranzo, ha un grembo nel quale stanno due bambini allo stesso
tempo, possiede un bacio che può curare qualsiasi cosa, da un
ginocchio sbucciato ad un cuore rotto, ed ha 6 paia di mani".
L'angelo
era sorpreso da tutti i requisiti che la donna possedeva. "Sei paia
di mani! Non è possibile!"
Il
problema non sono le mani, sono i 3 paia di occhi che le madri devono
avere "rispose il Signore".
"Tutto
questo nel modello standard?" chiese l'Angelo.
Il
Signore assentì con il capo. "Sì, un paio di occhi
servono affinché possa vedere attraverso una porta chiusa
chiedendo ai figli cosa stanno facendo, nonostante lo sappia.
Un
altro paio sono nella parte posteriore della testa per vedere cose
che ha bisogno di conoscere nonostante nessuno pensi che sia
necessario.
Il
terzo paio sono nella parte anteriore della testa. Questi cercano i
figli smarriti e dice loro che li capisce e li ama comunque senza
bisogno di dire una parola.
L'Angelo
cercò di fermare il Signore "questo è un carico di
lavoro troppo grande per la donna!"
"Ascolta
il resto delle specifiche!", protestò il Signore.
"Si
cura da sola quando è ammalata, può alimentare una
famiglia con qualsiasi cosa e può far sì che un bambino
di 9 anni resti sotto la doccia".
L'Angelo
si avvicinò e toccò la donna "però l'hai fatta
tanto morbida, Signore".
"Lei
è morbida e dolce, disse il Signore, però allo stesso
tempo l'ho fatta forte. Non hai alcuna idea di quanto possa essere
resistente e di quanto possa sopportare".
"Potrà
pensare?" chiese l'Angelo.
Il
Signore rispose: "non solo sarà capace di pensare ma anche
di ragionare e di negoziare".
L'Angelo
notò qualcosa, si stirò e toccò la guancia della
donna. "Oh, sembra che questo modello abbia una perdita. Glielo
ho detto che stava cercando di metterci troppe cose!" "Questa non
è una perdita, obiettò il Signore, questa è una
lacrima!"
"E
a cosa servono le lacrime?" chiese l'Angelo.
Il
Signore disse: "Le lacrime sono la forma nella quale esprime la sua
allegria, il suo dolore, il disincanto, la solarità, il suo
orgoglio".
L'angelo
era impressionato. "Sei un genio Signore. Hai davvero pensato a
tutto, visto che le donne sono veramente meravigliose!"
Ed aggiunse: "Le donne hanno una forza che meraviglia gli uomini. Crescono i figli, sopportano le difficoltà, portano carichi pesanti, tacciono quando vorrebbero gridare. Cantano quando vorrebbero piangere. Piangono quando sono felici e ridono quando sono nervose. Litigano per ciò in cui credono. Si sollevano contro le ingiustizie. Non accettano un NO come risposta quando credono che esista una soluzione migliore. Se sono in ristrettezze comprano le scarpe nuove per i figli e non per sé stesse. Accompagnano dal medico un amico spaventato. Sanno che un abbraccio ed un bacio possono aggiustare un cuore rotto. Le donne sono fatte di tutte le misure, le forme ed i colori. Amministrano, volano, camminano o ti mandano e-mail per dirti quanto ti amano.
Ed aggiunse: "Le donne hanno una forza che meraviglia gli uomini. Crescono i figli, sopportano le difficoltà, portano carichi pesanti, tacciono quando vorrebbero gridare. Cantano quando vorrebbero piangere. Piangono quando sono felici e ridono quando sono nervose. Litigano per ciò in cui credono. Si sollevano contro le ingiustizie. Non accettano un NO come risposta quando credono che esista una soluzione migliore. Se sono in ristrettezze comprano le scarpe nuove per i figli e non per sé stesse. Accompagnano dal medico un amico spaventato. Sanno che un abbraccio ed un bacio possono aggiustare un cuore rotto. Le donne sono fatte di tutte le misure, le forme ed i colori. Amministrano, volano, camminano o ti mandano e-mail per dirti quanto ti amano.
Le
donne fanno più che trasmettere luce, portano allegria e
speranza, compassione ed ideali. Si, il cuore delle donne è
meraviglioso".
Tantissimi
auguri per la vostra festa:
Pasquale
lunedì 10 dicembre 2012
Internet mi ha salvato la vita!
Internet mi ha salvato la vita!
Sentite questa storia incredibile: siamo negli Stati Uniti, un uomo compra, per ridere con gli amici, un test di gravidanza. Lo fa e risulta positivo. Fotografa la striscia colorata esito del test e posta la foto in internet sul sito Reddit. L'immagine inizia a diffondersi e raccoglie 1.300 commenti in soli 3 giorni. Fra questi ce n'è uno di un medico che scrive: “Non c’è nulla da ridere, potrebbe essere il segno di un tumore ai testicoli! Le suggerisco di consultare un oncologo e dirgli che ha fatto un test di gravidanza con esito positivo”.
L'uomo segue il consiglio e scopre di avere un piccolo nodulo sospetto nel testicolo destro. Verrà sottoposto a un intervento chirurgico. L'uomo non sapeva che il test di gravidanza segnala la presenza nelle urine della gonadotropina corionica, un ormone che nelle donne indica lo stato interessante mentre negli uomini può voler dire problemi ai testicoli.
(Fonte: Corriere.it)
L'uomo segue il consiglio e scopre di avere un piccolo nodulo sospetto nel testicolo destro. Verrà sottoposto a un intervento chirurgico. L'uomo non sapeva che il test di gravidanza segnala la presenza nelle urine della gonadotropina corionica, un ormone che nelle donne indica lo stato interessante mentre negli uomini può voler dire problemi ai testicoli.
(Fonte: Corriere.it)
mercoledì 25 aprile 2012
Festa 25 Aprile liberazione dell'Italia dal NaziFascismo e della consapevolezza Alienazione Genitoriale
Lo Stato del Kentucky proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”
Read more »
Lutto senza fine
Read more »
Lo Stato del Maine proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”
Read more »
Lo Stato del Mississippi proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”
Read more »
Centro Italiano Sviluppo Psicologia: la Sindrome di Alienazione Genitoriale
Read more »
Lo Stato dell’Arkansas proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”
Read more »
Etichette:
Separazioni,
Violenza Sui Minori
ALIENAZIONE GENITORIALE dott. Vittorio Vezzetti
Trascrizione parziale del video
ALIENAZIONE GENITORIALE
campagna di indottrinamento volta a indurre nei figli l'ostilità ed il rigetto verso il genitore bersaglio.
Sostegno attivo, allargamento ai parenti; assenza di sensi di colpa.
Es. una ragazzina è caduta dal motorino ed al pronto soccorso ha detto "guardate come mi ha ridotta mio padre", poi dalle indagini della polizia si è scoperto che non vedeva il padre da 3 mesi,
Alla ragazzina nessuno gli ha detto di dire questa cosa, ha fatto tutto da sola senza sensi di colpa
SINDROME? Disturbo di relazione?
Non è riconosciuto dal DSM IV (Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders («Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), si parla più di disturbo di relazione.
Il condizionamento dei bambini, una campagna di mobbing; non è nel DMS,
ma neanche il mobbing, lo stalking, il plagio, la circuvenzione di incapace o altri comportamenti pregiudizievoli lo sonoD'altronde come negare che i bambini siano manipolabili?
Pensiamo ai bambini saldato.
Ma neanche la scienza è perfetta
La metà degli psichiatri che hanno partecipato alla stesura dell'ultima edizione del DSM hanno avuto rapporti economici (tra il 1989 e 2004, con ruoli di ricercatore o consulente) con società farmaceutiche. Si tratta di tutti gli psichiatri che hanno curato la sezione con i disturbi dell'umore e sulle psicosi del manuale, definizione di disturbi che in quegli anni si sono accompagnati all'impennate delle vendite di farmaci appropriati.
L'alienazione genitoriale non è nel DMS ma lo potrebbe essere domani la prossima revisione e l'anno prossimo.
Il DMS è sottoposto a verifiche e revisioni.
Certo qui non c'è l'interese di una casa farmaceutica che spinge affinchè il drammatico problema dell'Alienzione Genitoriale venga la dignità di malattiaPensate come cambiano le cose Fino al DMS III l'omosessualità era una malattia, le malattie sono passate dal 1952 al 1994 da 117 a 352
Esistono comunque riscontri importanti circa la sindrome di alienazione genitoriale (o PAS, dall'acronimo di Parental Alienation Syndrome)
- Legge specifica in Perù, Brasile(agosto 2010), Arizzona
- Riconoscimento nelle linee guida della SINIPIA (SOCIETA' ITALIANA DI NEUROPSICHIATRIA DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA) 2007
- Inserimento nelle linne guida sull'abuso infantile della regione Liguria 2004
- Application No:25735/94 sentenza Corte europea Elsholz vs. Germany 13-07-2000
Etichette:
separazione,
Violenza Sui Minori
sabato 21 aprile 2012
“Quando la vittima è lui” LA VIOLENZA FAMILIARE VERSO L'UOMO
PARINFORMA giornale di pari opportunità della provincia di Lecco, pubblica i risultati sul convegno:
“Quando la vittima è lui”
Roma, Maggio 2007
LA VIOLENZA FAMILIARE VERSO L'UOMO
Aspetti psicologici, legali e criminologici
intervento di CHIARA CAMERANI (psicologa, criminologa)
Direttrice CEPIC Centro Europeo di psicologia investigazione e criminologia
la violenza domestica verso l’uomo, tematica spesso ignorata e sottaciuta
I cambiamenti sociali, i traguardi sul versante della parità hanno creato nuove categorie deboli e
nuove forme di violenza. A fronte della violenza cieca, diretta dell’uomo, abbiamo una violenza
subdola, vendicativa, tipica della donna, che spinge a distruggere non solo il coniuge, ma il suo ruolo
genitoriale, la sua posizione sociale, il suo equilibrio psicologico… Pur coscienti che la donna
detiene il triste primato di vittima nell’ambito della violenza coniugale, non possiamo dimenticare gli
uomini che subiscono forme di violenza diverse forse, ma altrettanto gravi. Ne sono dimostrazione i
numeri allarmanti dei suicidi attuati in Italia da padri separati. Il numero di suicidi commesso da
padri separati è aumentato negli ultimi anni, […] Secondo i dati della federazione nazionale
BIGENITORIALITA’, l’uomo commette più frequentemente suicidio a causa di un disagio generato dalle
separazioni e dai figli contesi, più di quanto non accada alle donne; con 102 casi su un totale di 110
(93%). […] riteniamo utile una rivalutazione del concetto di soggetto debole, usualmente
applicato al genere femminile, in un’ottica che valuti la persona e non il genere o lo status.
[…] l’uomo risulta essere il soggetto maggiormente sconfitto, nella coppia che si separa. Il decremento
di reddito, l’allontanamento dai figli, che spesso diventa affido esclusivo, arma di ricatto e
soppressione della figura paterna, mina gravemente la persona spingendo a comportamenti
autodistruttivi, dipendenze, atti disperati.
se è vero che la donna è più frequentemente vittima tra le mura domestiche, in contesti di coppia
normale in crisi e in fase di separazione, è l’uomo a detenere il primato di vittima. Uomo che
raramente denuncia, per imbarazzo, per paura di venire privato dei figli, perché spesso gli viene negato
lo status di vittima.
L’uomo che denuncia è considerato inetto, debole perché non si adegua allo stereotipo
maschile di macho, che reagisce o si allontana.
Ma anche perché esiste un pregiudizio, quello che FARREL chiama la “cortina di pizzo” cioè il pregiudizio
della società, del governo e dei sistemi legislativi e sociali, a favore dei due sessi. Gli stessi mass
media contribuiscono ad alimentare questo gap; mentre sappiamo tutto del dramma interiore
della donna, raramente leggiamo di quanto un uomo si rattristi per non essere arrivato a casa per
tempo per giocare con propri figli, della sofferenza che prova per sentirsi emotivamente lontano dalla
moglie oppure di quanto si senta frustrato se non riesce a guadagnare sufficientemente per garantire
alla sua famiglia una vita agiata.
Lo stesso accade in considerazione dei diversi standard di valutazione della violenza; quando
l’aggressore è uomo ci si preoccupa della vittima femminile, quando è la donna ad essere violenta se ne
cercano le cause, o si attribuisce a patologia. Questo è un dato che osserviamo frequentemente, in
qualità di centro che si occupa di consulenza psicologica e criminologica. (CPEIC)
[…] le conflittualità relative all’aspetto relazionale sono sofferte dal genitore che non vive con i figli,
generalmente il padre, e possono realizzarsi a causa di comportamenti “mobbizzanti” e ripetuti dell’altro
genitore che tendono ad escluderne o ad emarginarne il ruolo nei confronti dei figli. Ostacolo alla
frequentazione, delegittimizzazione del ruolo paterno, alienazione dei figli verso il padre,
false accuse... per quanto sorprendente, esistono uomini maltrattati fisicamente dalle mogli, il numero
oscuro a questo riguardo è molto alto, a causa del forte imbarazzo a denunciare.
Il pregiudizio sociale porta ad ignorare la figura maschile nel ruolo di vittima, porta ad
identificare l’uomo con il cattivo, con l’aggressore. Dai casi ascoltati dal Centro europeo di psicologia
investigazione e criminologia, risulta che la reazione sociale più frequente di fronte ad un uomo
maltrattato quella di addossargli colpe.
Riscontriamo spesso:
• Incredulità; l’uomo abusato davanti al mondo deve dimostrare di essere vittima
• Ironia
• C’è una diversa valutazione sociale della violenza femminile : - La violenza femminile è giustificata
con la patologia (depressione post partum, traumi, autodifesa, provocazione, menopausa…) - Una
donna violenta nella relazione, non è considerata obbligatoriamente violenta con i figli,
quando ciò accade all’uomo è automatico che non sia un buon genitore.
• Gli uomini che restano in famiglia (per proteggere i figli) vengono considerati deboli e inetti. Le
Conseguenze sull’uomo comportano depressione, abbuffate compulsive, dipendenze, uso di alcol,
violenza, suicidio, suicidio allargato (omicidio/suicidio).
[…] i figli vittime inconsapevoli del conflitto genitoriale. Accanto al dramma della pedofilia sono
tristemente noti casi in cui l’orco non è una persona, ma la rabbia, il risentimento del genitore
affidatario verso l’altro, che a volte in buonafede, spinge a muovere accuse gravissime verso l’ex
coniuge. I casi di padri accusati ingiustamente di incesto sono un numero non trascurabile, è
necessaria una formazione specifica per gli operatori del settore al fine di evitare abbagli e gravi errori
di valutazione.
[…] In conclusione la giornata è stata un’utile occasione per fare il punto sulla attuale situazione
italiana, sui possibili interventi di tutela e prevenzione e su di una migliore conoscenza del
fenomeno. Lo scopo di sensibilizzare verso tematiche spesso ignorate ma altrettanto rilevanti e
spostare l’attenzione verso la violenza in ogni sua forma, piuttosto che verso il genere, nella
speranza di stimolare una riflessione costruttiva e propositiva. Nel ripensare l’ottica preventiva è
importante soffermarsi sul concetto di persona maltrattata, e non di uomo/donna; frequentemente
l’abuso verso il marito viene interpretato semplicisticamente come l’altra faccia della medaglia della
violenza maschile. In realtà l’attuazione della violenza, dell’abuso sono aspetti dello stesso problema, e
in quanto tali andrebbero affrontati secondo il paradigma di una persona che abusa di un’altra persona..
affrontando il problema non in termini di sesso ma di umanità.
Contatti: 349.8367812 cepicsegreteria@yahoo.it / sito web: www.cepic-psicologia.it
Dr. CHIARA CAMERANI: Presidente CEPIC, responsabile organizzativo per l’ambito psicologico,
criminologico e sessuologico Dr. CARMEN MORGIA per l’ambito promozionale e organizzativo
relatori del convegno:
CHIARA CAMERANI, presidente CEPIC Centro europeo di psicologia investigazione e criminologia
LUCIANO AMATO FARGNOLI, psicologo Direzione generale anticrimine, sezione psicologia applicata
FRANCESCO MONTECCHI, neuro psichiatra infantile
GIANFRANCO ANNINO, avvocato, vice procuratore onorario Procura della Repubblica, Tribunale Velletri.
PAOLO CAPRI, psicologo forense, psicoterapeuta, presidente Istituto di Formazione CEIPA (Centro
Italiano di Psicologia Applicata) Consiglio Direttivo AIPG (Associazione Italina Psicologia Giuridica) vice
presidente Ass. Italiana ROSCACH, Componente Commissione deontologica Ordine psicologi del Lazio
MARCO CANNAVICCI, psichiatra criminologo, dirigente Servizio di Psicologia delle Forze Armate
RUBEN DE LUCA, psicologo, criminologo, docente master di psicopatologia forense prof. V. Mastronardi,
cattedra di psicopatologia forense, Università "La Sapienza" di Roma
PARINFORMA provincia di Lecco, PDF sul convegno:
http://www.provincia.lecco.it/documenti/rassegna/pari/07130507.pdf
(Delt@ Anno V°, N. 104 del 7 Maggio 2007)
“Quando la vittima è lui”
Roma, Maggio 2007
LA VIOLENZA FAMILIARE VERSO L'UOMO
Aspetti psicologici, legali e criminologici
intervento di CHIARA CAMERANI (psicologa, criminologa)
Direttrice CEPIC Centro Europeo di psicologia investigazione e criminologia
la violenza domestica verso l’uomo, tematica spesso ignorata e sottaciuta
I cambiamenti sociali, i traguardi sul versante della parità hanno creato nuove categorie deboli e
nuove forme di violenza. A fronte della violenza cieca, diretta dell’uomo, abbiamo una violenza
subdola, vendicativa, tipica della donna, che spinge a distruggere non solo il coniuge, ma il suo ruolo
genitoriale, la sua posizione sociale, il suo equilibrio psicologico… Pur coscienti che la donna
detiene il triste primato di vittima nell’ambito della violenza coniugale, non possiamo dimenticare gli
uomini che subiscono forme di violenza diverse forse, ma altrettanto gravi. Ne sono dimostrazione i
numeri allarmanti dei suicidi attuati in Italia da padri separati. Il numero di suicidi commesso da
padri separati è aumentato negli ultimi anni, […] Secondo i dati della federazione nazionale
BIGENITORIALITA’, l’uomo commette più frequentemente suicidio a causa di un disagio generato dalle
separazioni e dai figli contesi, più di quanto non accada alle donne; con 102 casi su un totale di 110
(93%). […] riteniamo utile una rivalutazione del concetto di soggetto debole, usualmente
applicato al genere femminile, in un’ottica che valuti la persona e non il genere o lo status.
[…] l’uomo risulta essere il soggetto maggiormente sconfitto, nella coppia che si separa. Il decremento
di reddito, l’allontanamento dai figli, che spesso diventa affido esclusivo, arma di ricatto e
soppressione della figura paterna, mina gravemente la persona spingendo a comportamenti
autodistruttivi, dipendenze, atti disperati.
se è vero che la donna è più frequentemente vittima tra le mura domestiche, in contesti di coppia
normale in crisi e in fase di separazione, è l’uomo a detenere il primato di vittima. Uomo che
raramente denuncia, per imbarazzo, per paura di venire privato dei figli, perché spesso gli viene negato
lo status di vittima.
L’uomo che denuncia è considerato inetto, debole perché non si adegua allo stereotipo
maschile di macho, che reagisce o si allontana.
Ma anche perché esiste un pregiudizio, quello che FARREL chiama la “cortina di pizzo” cioè il pregiudizio
della società, del governo e dei sistemi legislativi e sociali, a favore dei due sessi. Gli stessi mass
media contribuiscono ad alimentare questo gap; mentre sappiamo tutto del dramma interiore
della donna, raramente leggiamo di quanto un uomo si rattristi per non essere arrivato a casa per
tempo per giocare con propri figli, della sofferenza che prova per sentirsi emotivamente lontano dalla
moglie oppure di quanto si senta frustrato se non riesce a guadagnare sufficientemente per garantire
alla sua famiglia una vita agiata.
Lo stesso accade in considerazione dei diversi standard di valutazione della violenza; quando
l’aggressore è uomo ci si preoccupa della vittima femminile, quando è la donna ad essere violenta se ne
cercano le cause, o si attribuisce a patologia. Questo è un dato che osserviamo frequentemente, in
qualità di centro che si occupa di consulenza psicologica e criminologica. (CPEIC)
[…] le conflittualità relative all’aspetto relazionale sono sofferte dal genitore che non vive con i figli,
generalmente il padre, e possono realizzarsi a causa di comportamenti “mobbizzanti” e ripetuti dell’altro
genitore che tendono ad escluderne o ad emarginarne il ruolo nei confronti dei figli. Ostacolo alla
frequentazione, delegittimizzazione del ruolo paterno, alienazione dei figli verso il padre,
false accuse... per quanto sorprendente, esistono uomini maltrattati fisicamente dalle mogli, il numero
oscuro a questo riguardo è molto alto, a causa del forte imbarazzo a denunciare.
Il pregiudizio sociale porta ad ignorare la figura maschile nel ruolo di vittima, porta ad
identificare l’uomo con il cattivo, con l’aggressore. Dai casi ascoltati dal Centro europeo di psicologia
investigazione e criminologia, risulta che la reazione sociale più frequente di fronte ad un uomo
maltrattato quella di addossargli colpe.
Riscontriamo spesso:
• Incredulità; l’uomo abusato davanti al mondo deve dimostrare di essere vittima
• Ironia
• C’è una diversa valutazione sociale della violenza femminile : - La violenza femminile è giustificata
con la patologia (depressione post partum, traumi, autodifesa, provocazione, menopausa…) - Una
donna violenta nella relazione, non è considerata obbligatoriamente violenta con i figli,
quando ciò accade all’uomo è automatico che non sia un buon genitore.
• Gli uomini che restano in famiglia (per proteggere i figli) vengono considerati deboli e inetti. Le
Conseguenze sull’uomo comportano depressione, abbuffate compulsive, dipendenze, uso di alcol,
violenza, suicidio, suicidio allargato (omicidio/suicidio).
[…] i figli vittime inconsapevoli del conflitto genitoriale. Accanto al dramma della pedofilia sono
tristemente noti casi in cui l’orco non è una persona, ma la rabbia, il risentimento del genitore
affidatario verso l’altro, che a volte in buonafede, spinge a muovere accuse gravissime verso l’ex
coniuge. I casi di padri accusati ingiustamente di incesto sono un numero non trascurabile, è
necessaria una formazione specifica per gli operatori del settore al fine di evitare abbagli e gravi errori
di valutazione.
[…] In conclusione la giornata è stata un’utile occasione per fare il punto sulla attuale situazione
italiana, sui possibili interventi di tutela e prevenzione e su di una migliore conoscenza del
fenomeno. Lo scopo di sensibilizzare verso tematiche spesso ignorate ma altrettanto rilevanti e
spostare l’attenzione verso la violenza in ogni sua forma, piuttosto che verso il genere, nella
speranza di stimolare una riflessione costruttiva e propositiva. Nel ripensare l’ottica preventiva è
importante soffermarsi sul concetto di persona maltrattata, e non di uomo/donna; frequentemente
l’abuso verso il marito viene interpretato semplicisticamente come l’altra faccia della medaglia della
violenza maschile. In realtà l’attuazione della violenza, dell’abuso sono aspetti dello stesso problema, e
in quanto tali andrebbero affrontati secondo il paradigma di una persona che abusa di un’altra persona..
affrontando il problema non in termini di sesso ma di umanità.
Contatti: 349.8367812 cepicsegreteria@yahoo.it / sito web: www.cepic-psicologia.it
Dr. CHIARA CAMERANI: Presidente CEPIC, responsabile organizzativo per l’ambito psicologico,
criminologico e sessuologico Dr. CARMEN MORGIA per l’ambito promozionale e organizzativo
relatori del convegno:
CHIARA CAMERANI, presidente CEPIC Centro europeo di psicologia investigazione e criminologia
LUCIANO AMATO FARGNOLI, psicologo Direzione generale anticrimine, sezione psicologia applicata
FRANCESCO MONTECCHI, neuro psichiatra infantile
GIANFRANCO ANNINO, avvocato, vice procuratore onorario Procura della Repubblica, Tribunale Velletri.
PAOLO CAPRI, psicologo forense, psicoterapeuta, presidente Istituto di Formazione CEIPA (Centro
Italiano di Psicologia Applicata) Consiglio Direttivo AIPG (Associazione Italina Psicologia Giuridica) vice
presidente Ass. Italiana ROSCACH, Componente Commissione deontologica Ordine psicologi del Lazio
MARCO CANNAVICCI, psichiatra criminologo, dirigente Servizio di Psicologia delle Forze Armate
RUBEN DE LUCA, psicologo, criminologo, docente master di psicopatologia forense prof. V. Mastronardi,
cattedra di psicopatologia forense, Università "La Sapienza" di Roma
PARINFORMA provincia di Lecco, PDF sul convegno:
http://www.provincia.lecco.it/documenti/rassegna/pari/07130507.pdf
(Delt@ Anno V°, N. 104 del 7 Maggio 2007)
Iscriviti a:
Post (Atom)
