lunedì 10 dicembre 2012

Internet mi ha salvato la vita!

Internet mi ha salvato la vita!
Sentite questa storia incredibile: siamo negli Stati Uniti, un uomo compra, per ridere con gli amici, un test di gravidanza. Lo fa e risulta positivo. Fotografa la striscia colorata esito del test e posta la foto in internet sul sito Reddit. L'immagine inizia a diffondersi e raccoglie 1.300 commenti in soli 3 giorni. Fra questi ce n'è uno di un medico che scrive: “Non c’è nulla da ridere, potrebbe essere il segno di un tumore ai testicoli! Le suggerisco di consultare un oncologo e dirgli che ha fatto un test di gravidanza con esito positivo”.
L'uomo segue il consiglio e scopre di avere un piccolo nodulo sospetto nel testicolo destro. Verrà sottoposto a un intervento chirurgico. L'uomo non sapeva che il test di gravidanza segnala la presenza nelle urine della gonadotropina corionica, un ormone che nelle donne indica lo stato interessante mentre negli uomini può voler dire problemi ai testicoli.
(Fonte: Corriere.it)

mercoledì 25 aprile 2012

Festa 25 Aprile liberazione dell'Italia dal NaziFascismo e della consapevolezza Alienazione Genitoriale



Lo Stato del Kentucky proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”

Lo Stato del Kentucky proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”CONSIDERATO che la Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) è una condizione psicologica più spesso osservata nei bambini coinvolti in divorzi o separazioni altamente conflittuali; CONSIDERATO che il più comune sintomo dei bambini affetti da PAS è il loro rifiuto di avere contatti con un genitore e/o il loro odio, quando non vi sono vere ragioni logiche che possano spiegare tale rifiuto CONSIDERATO che gli effetti della PAS permangono nell’età...
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Lutto senza fine

Lutto senza fine«La morte di un bambino è senza dubbio una delle tragedie più orribili che si possano immaginare. Sia che capiti improvvisamente per cause accidentali o lentamente per malattia, la perdita di un bambino è una esperienza penosa. Per i genitori, per i parenti, per chiunque...
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Lo Stato del Maine proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”

Lo Stato del Maine proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”CONSIDERATO che la Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) è una condizione psicologica più spesso osservata nei bambini coinvolti in divorzi o separazioni altamente conflittuali CONSIDERATO che il più comune sintomo dei bambini affetti da PAS è il loro rifiuto di avere contatti con un...
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Lo Stato del Mississippi proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”

Lo Stato del Mississippi proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”CONSIDERATO che comportamenti alienanti sono spesso usati in divorzi o separazioni altamente conflittuali; CONSIDERATO che l’Alienazione Genitoriale coinvolge l’approfittarsi della suggestionabilità e della dipendenza dei bambini con il solo scopo...
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Centro Italiano Sviluppo Psicologia: la Sindrome di Alienazione Genitoriale

Centro Italiano Sviluppo Psicologia: la Sindrome di Alienazione GenitorialeCentro Italiano Sviluppo Psicologia: il dott. Daniele Paolini ci spiega cosa è la Sindrome di Alienazione Genitoriale TweetVisualizzazioni dopo 11/11/11: 151
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Lo Stato dell’Arkansas proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”

Lo Stato dell’Arkansas proclama il 25 Aprile “giornata della consapevolezza dell’alienazione genitoriale”Il Governatore dello Stato dell’Arkansas ha proclamato il 25 aprile 2008 “Giornata dell’Alienazione Parentale” per aumentare tra i cittadini la consapevolezza dell’importanza di forti relazioni tra genitori e figli ...
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ALIENAZIONE GENITORIALE dott. Vittorio Vezzetti



Trascrizione parziale del video
ALIENAZIONE GENITORIALE
campagna di indottrinamento volta a indurre nei figli l'ostilità ed il rigetto verso il genitore bersaglio.
Sostegno attivo, allargamento ai parenti; assenza di sensi di colpa.
Es. una ragazzina è caduta dal motorino ed al pronto soccorso ha detto "guardate come mi ha ridotta mio padre", poi dalle indagini della polizia si è scoperto che non vedeva il padre da 3 mesi,
Alla ragazzina nessuno gli ha detto di dire questa cosa, ha fatto tutto da sola senza sensi di colpa

SINDROME? Disturbo di relazione?
Non è riconosciuto dal DSM IV (
Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders («Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), si parla più di disturbo di relazione.
Il condizionamento dei bambini, una campagna di mobbing; non è nel DMS,
ma neanche il mobbing, lo stalking, il plagio, la circuvenzione di incapace o altri comportamenti pregiudizievoli lo sonoD'altronde come negare che i bambini siano manipolabili?
Pensiamo ai bambini saldato.
Ma neanche la scienza è perfetta
La metà degli psichiatri che hanno partecipato alla stesura dell'ultima edizione del DSM hanno avuto rapporti economici (tra il 1989 e 2004, con ruoli di ricercatore o consulente) con società farmaceutiche. Si tratta di tutti gli psichiatri che hanno curato la sezione con i disturbi dell'umore e sulle psicosi del manuale, definizione di disturbi che in quegli anni si sono accompagnati all'impennate delle vendite di farmaci appropriati.
L'alienazione genitoriale non è nel DMS ma lo potrebbe essere domani la prossima revisione e l'anno prossimo.
Il DMS è sottoposto a verifiche e revisioni.

Certo qui non c'è l'interese di una casa farmaceutica che spinge affinchè il drammatico problema dell'Alienzione  Genitoriale  venga la dignità di malattia
Pensate come cambiano le cose Fino al DMS III l'omosessualità era una malattia, le malattie sono passate dal 1952 al 1994 da 117 a 352

Esistono comunque riscontri importanti circa la sindrome di alienazione genitoriale
 (o PAS, dall'acronimo di Parental Alienation Syndrome
  • Legge specifica in Perù, Brasile(agosto 2010), Arizzona
  • Riconoscimento nelle linee guida della SINIPIA (SOCIETA' ITALIANA DI NEUROPSICHIATRIA DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA) 2007 
  • Inserimento nelle linne guida sull'abuso infantile della regione Liguria 2004
  • Application No:25735/94 sentenza Corte europea Elsholz vs. Germany 13-07-2000

sabato 21 aprile 2012

“Quando la vittima è lui” LA VIOLENZA FAMILIARE VERSO L'UOMO

PARINFORMA giornale di pari opportunità della provincia di Lecco, pubblica i risultati sul convegno:

“Quando la vittima è lui”
Roma, Maggio 2007

LA VIOLENZA FAMILIARE VERSO L'UOMO
Aspetti psicologici, legali e criminologici

intervento di CHIARA CAMERANI (psicologa, criminologa)
Direttrice CEPIC Centro Europeo di psicologia investigazione e criminologia

la violenza domestica verso l’uomo, tematica spesso ignorata e sottaciuta

I cambiamenti sociali, i traguardi sul versante della parità hanno creato nuove categorie deboli e
nuove forme di violenza. A fronte della violenza cieca, diretta dell’uomo, abbiamo una violenza
subdola, vendicativa, tipica della donna, che spinge a distruggere non solo il coniuge, ma il suo ruolo
genitoriale, la sua posizione sociale, il suo equilibrio psicologico… Pur coscienti che la donna
detiene il triste primato di vittima nell’ambito della violenza coniugale, non possiamo dimenticare gli
uomini che subiscono forme di violenza diverse forse, ma altrettanto gravi. Ne sono dimostrazione i
numeri allarmanti dei suicidi attuati in Italia da padri separati. Il numero di suicidi commesso da
padri separati è aumentato negli ultimi anni, […] Secondo i dati della federazione nazionale
BIGENITORIALITA’, l’uomo commette più frequentemente suicidio a causa di un disagio generato dalle
separazioni e dai figli contesi, più di quanto non accada alle donne; con 102 casi su un totale di 110
(93%). […] riteniamo utile una rivalutazione del concetto di soggetto debole, usualmente
applicato al genere femminile, in un’ottica che valuti la persona e non il genere o lo status.

[…] l’uomo risulta essere il soggetto maggiormente sconfitto, nella coppia che si separa. Il decremento
di reddito, l’allontanamento dai figli, che spesso diventa affido esclusivo, arma di ricatto e
soppressione della figura paterna, mina gravemente la persona spingendo a comportamenti
autodistruttivi, dipendenze, atti disperati.

se è vero che la donna è più frequentemente vittima tra le mura domestiche, in contesti di coppia
normale in crisi e in fase di separazione, è l’uomo a detenere il primato di vittima. Uomo che
raramente denuncia, per imbarazzo, per paura di venire privato dei figli, perché spesso gli viene negato
lo status di vittima.

L’uomo che denuncia è considerato inetto, debole perché non si adegua allo stereotipo
maschile di macho, che reagisce o si allontana.

Ma anche perché esiste un pregiudizio, quello che FARREL chiama la “cortina di pizzo” cioè il pregiudizio
della società, del governo e dei sistemi legislativi e sociali, a favore dei due sessi. Gli stessi mass
media contribuiscono ad alimentare questo gap; mentre sappiamo tutto del dramma interiore
della donna, raramente leggiamo di quanto un uomo si rattristi per non essere arrivato a casa per
tempo per giocare con propri figli, della sofferenza che prova per sentirsi emotivamente lontano dalla
moglie oppure di quanto si senta frustrato se non riesce a guadagnare sufficientemente per garantire
alla sua famiglia una vita agiata.

Lo stesso accade in considerazione dei diversi standard di valutazione della violenza; quando
l’aggressore è uomo ci si preoccupa della vittima femminile, quando è la donna ad essere violenta se ne
cercano le cause, o si attribuisce a patologia. Questo è un dato che osserviamo frequentemente, in
qualità di centro che si occupa di consulenza psicologica e criminologica. (CPEIC)

[…] le conflittualità relative all’aspetto relazionale sono sofferte dal genitore che non vive con i figli,
generalmente il padre, e possono realizzarsi a causa di comportamenti “mobbizzanti” e ripetuti dell’altro
genitore che tendono ad escluderne o ad emarginarne il ruolo nei confronti dei figli. Ostacolo alla
frequentazione, delegittimizzazione del ruolo paterno, alienazione dei figli verso il padre,
false accuse... per quanto sorprendente, esistono uomini maltrattati fisicamente dalle mogli, il numero
oscuro a questo riguardo è molto alto, a causa del forte imbarazzo a denunciare.

Il pregiudizio sociale porta ad ignorare la figura maschile nel ruolo di vittima, porta ad
identificare l’uomo con il cattivo, con l’aggressore. Dai casi ascoltati dal Centro europeo di psicologia
investigazione e criminologia, risulta che la reazione sociale più frequente di fronte ad un uomo
maltrattato quella di addossargli colpe.

Riscontriamo spesso:

• Incredulità; l’uomo abusato davanti al mondo deve dimostrare di essere vittima
• Ironia
• C’è una diversa valutazione sociale della violenza femminile : - La violenza femminile è giustificata
con la patologia (depressione post partum, traumi, autodifesa, provocazione, menopausa…) - Una
donna violenta nella relazione, non è considerata obbligatoriamente violenta con i figli,
quando ciò accade all’uomo è automatico che non sia un buon genitore.
• Gli uomini che restano in famiglia (per proteggere i figli) vengono considerati deboli e inetti. Le
Conseguenze sull’uomo comportano depressione, abbuffate compulsive, dipendenze, uso di alcol,
violenza, suicidio, suicidio allargato (omicidio/suicidio).

[…] i figli vittime inconsapevoli del conflitto genitoriale. Accanto al dramma della pedofilia sono
tristemente noti casi in cui l’orco non è una persona, ma la rabbia, il risentimento del genitore
affidatario verso l’altro, che a volte in buonafede, spinge a muovere accuse gravissime verso l’ex
coniuge. I casi di padri accusati ingiustamente di incesto sono un numero non trascurabile, è
necessaria una formazione specifica per gli operatori del settore al fine di evitare abbagli e gravi errori
di valutazione.

[…] In conclusione la giornata è stata un’utile occasione per fare il punto sulla attuale situazione
italiana, sui possibili interventi di tutela e prevenzione e su di una migliore conoscenza del
fenomeno. Lo scopo di sensibilizzare verso tematiche spesso ignorate ma altrettanto rilevanti e
spostare l’attenzione verso la violenza in ogni sua forma, piuttosto che verso il genere, nella
speranza di stimolare una riflessione costruttiva e propositiva. Nel ripensare l’ottica preventiva è
importante soffermarsi sul concetto di persona maltrattata, e non di uomo/donna; frequentemente
l’abuso verso il marito viene interpretato semplicisticamente come l’altra faccia della medaglia della
violenza maschile. In realtà l’attuazione della violenza, dell’abuso sono aspetti dello stesso problema, e
in quanto tali andrebbero affrontati secondo il paradigma di una persona che abusa di un’altra persona..
affrontando il problema non in termini di sesso ma di umanità.

Contatti: 349.8367812 cepicsegreteria@yahoo.it / sito web: www.cepic-psicologia.it
Dr. CHIARA CAMERANI: Presidente CEPIC, responsabile organizzativo per l’ambito psicologico,
criminologico e sessuologico Dr. CARMEN MORGIA per l’ambito promozionale e organizzativo

relatori del convegno:

CHIARA CAMERANI, presidente CEPIC Centro europeo di psicologia investigazione e criminologia
LUCIANO AMATO FARGNOLI, psicologo Direzione generale anticrimine, sezione psicologia applicata
FRANCESCO MONTECCHI, neuro psichiatra infantile
GIANFRANCO ANNINO, avvocato, vice procuratore onorario Procura della Repubblica, Tribunale Velletri.
PAOLO CAPRI, psicologo forense, psicoterapeuta, presidente Istituto di Formazione CEIPA (Centro
Italiano di Psicologia Applicata) Consiglio Direttivo AIPG (Associazione Italina Psicologia Giuridica) vice
presidente Ass. Italiana ROSCACH, Componente Commissione deontologica Ordine psicologi del Lazio
MARCO CANNAVICCI, psichiatra criminologo, dirigente Servizio di Psicologia delle Forze Armate
RUBEN DE LUCA, psicologo, criminologo, docente master di psicopatologia forense prof. V. Mastronardi,
cattedra di psicopatologia forense, Università "La Sapienza" di Roma

PARINFORMA provincia di Lecco, PDF sul convegno:
http://www.provincia.lecco.it/documenti/rassegna/pari/07130507.pdf

(Delt@ Anno V°, N. 104 del 7 Maggio 2007)